Graziano Pasini nasce a Soave (VR) il 17 luglio del 1962. Artista di indubbia genialità che estrinseca sia in pittura che, soprattutto in scultura. Per eseguire queste ultime l’ artista si serve di materiali i più svariati talora di recupero dando cosi una valenza estetica a quelli che vengono chiamati materiali di scarto. Indubbiamente questa prassi operativa acquisisce altresi’ una connotazione ideale, quasi metafora di redenzione degli ultimi che sappiamo essere in numero crescente nell’odierna società del benessere. Pertanto a Pasini va riconosciuto un intendimento etico entro cui sempre ha saputo operare con grande padronanza. Per quanto concerne l’ aspetto linguistico di queste sue sculture non c’è dubbio che l’artista veronese ha una particolare predilezione per il dinamismo grafico per cui da un lato si evidenzia una eco lontana per il movimento marinettiano, ma allo stesso tempo è palese un accostamento alla poetica spazialista. Non sfuggono infatti vicinanze ad esempio con le note “Spirali” di Roberto Crippa il cui andamento era sempre di carattere astratto-geometrico, eseguite con gesto circolare ovoidale in linea con i principi dello Spazialismo di Fontana. Una ricerca artistica quella di Pasini in sintonia quindi con avanguardie storiche sempre con eccellente rigore logico in sintonia con il rispetto dei valori estetici e formali sovente disattesi in tanti suoi colleghi che orbitano nell’ambito dell’astrazione soprattutto informale.